(Nelle Foto di P.L.Melis©: L'Asinara)

Isole nell'Isola

 

Herculis Insula

Così venne indicata da Tolomeo l'attuale isola dell'Asinara.    

Situata a nord della Sardegna ha avuto un ruolo d'importanza strategica per gli antichi Romani. 

  

L'Asinara è ricordata soprattutto per essere stata sede di una delle carceri più importanti in Italia. Dal 1971 al 1997, infatti, Il "supercarcere"  ospitò alcuni fra i più grossi presunti esponenti di spicco della mafia, una quindicina, e che suscitò non poche polemiche: il fatto che una così alta concentrazione di grossi personaggi come Brusca e Riina fosse proprio sull'isola che da anni si chiedeva diventasse area protetta e il "trattamento" riservato ad essi sollevò parecchi disaccordi. In seguito, a tali nomi se ne aggiunsero altri: detenuti pericolosi come Renato Curcio, alto esponente delle Brigate Rosse, misero piede nel supercarcere e proprio la sua totale chiusura fu uno degli scopi che le Brigate Rosse miravano  raggiungere. 

 

Fra gli episodi "storici" che segnarono la vita del carcere all'Asinara, si ricorda la ribellione del 1979, sedata due giorni dopo. Ma da questo episodio ne scaturirono altri: nel carcere iniziò la ristrutturazione in gran fretta e a causa dello scarso controllo sui conti e sulle imprese esecutrici dei lavori scoppiò uno scandalo: un giro di tangenti, di corruttori e di corrotti; dopo lunghe indagini e relativi processi l'ex direttore Cardullo e sua moglie finirono in carcere a Tempio e a Sassari.

Dopo l'evasione di due detenuti, Matteo Boe e Salvatore Duras il supercarcere fu chiuso definitivamente, grazie anche all'approvazione della legge quadro sulle aree protette, nel 1997. 

Oggi L'isola dell'Asinara è un parco protetto e tutelato, dove prospera la fauna sarda, fra cui mufloni, cinghiali e i pochi esemplari di asinelli bianchi

(Foto di P.L.Melis©)

 

 

 

 

 

L'Isola di San Pietro

 

A sud-ovest della Sardegna si trova l'Isola di San Pietro.

La leggenda narra che proprio San Pietro vi fece tappa in un suo viaggio dall'Africa verso Roma; in realtà quest'isola di 51 kmq fu scarsamente abitata in età prenuragica e nuragica, colonizzata dai Punici fu chiamata "Isola degli sparvieri" forse a causa dei numerosissimi rapaci che vi abitavano. Vi si insediarono anche i Romani, ma è solo nel 1700 D.C. che l'isola fu veramente abitata: occupata dai Francesi fu liberata dalla flotta spagnola nel 1723 e pochi anni dopo venne annessa al Regno Sardo-Piemontese. Nel 1736 il Re  Carlo Emanuele III la diede in concessione a una colonia di pescatori di origine ligure che in precedenza abitava l'isola di Tabarka, in Tunisia: fondarono la città principale e la chiamarono Carloforte, in onore del Re. 

Sino alla fine del 1700, mentre il Mediterraneo era continuamente invaso dalle incursioni piratesche, nell'isola di San Pietro cresceva il numero della popolazione, grazie anche al fatto che altri tabarkini vi sopraggiunsero, assicurandosi una maggiore difesa da parte del Regno. A parte la pesca, si svilupparono altre attività come l'agricoltura e un piccolo commercio portuale. A partire dal 1800, quando nel Sulcis-Iglesiente si sviluppò una fiorente attività mineraria, Carloforte diventò il terzo porto importante in Sardegna. Infatti da qui, su barche più grandi, partiva una gran quantità di minerali estratti; in seguito Porto Flavia, a Masua, ed il suo rivoluzionario sistema di carico prese il suo posto in questo importante ruolo.

Essendo un punto di passaggio dei tonni che dall'Atlantico entravano nel Mediterraneo, davanti alle coste dell'isola di San Pietro si è praticata sino agli anni '70 la pesca al tonno: la sua lavorazione e la sua conservazione lo hanno reso "il re" della tavola carlofortina. Oggi le tonnare sono diventate un importante museo.

Carloforte è una importante meta turistica: conservando ancora le originali tabarchine tradizioni, gli usi, i costumi, il dialetto, la suggestiva e caratteristica architettura urbana, si discosta nettamente dal resto della Sardegna. 

L'isola di San Pietro è caratterizzata dalle belle scogliere dove regnano colonie di gabbiani reali e corsi, berte e cormorani e tante altre varietà di uccelli. Parte dell'isola ha una fascia protetta, oasi del WWF, dove un sentiero ben tracciato porta alla scoperta di questi volatili; 

a Punta Spalmatore è situato un punto di osservazione della LIPU, ben attrezzato, che guida alla scoperta di varie specie in determinati periodi dell'anno.

 

 

 

(Nelle mie foto©: scorci di Carloforte; le scogliere dell'isola di San Pietro)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

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