Profumi che inebriano...

              e giocano nell'aria 

 

                                Qualcosa che non si scorda più, qualcosa che ti rammenta sempre "casa" anche quando sei lontano. Qualcosa che non metti in valigia, ma che parte con te. Qualcosa che sembra svanisca, ma che ritorna in mente appena ti assopisci nel caos di ogni giorno... un profumo, che cercheresti per sempre.

 

E volano nell'aria i profumi del mare, del bosco, del mirto e dei fiori d'arancio. I semi per i nuovi germogli, per la rinnovata età, per il tempo che passa e per quello che lascia per sempre. La Sardegna ha tanti profumi particolari: l'odore della montagna o del mare, l'odore aspro dell'uva che fermenta o dell'eucaliptus in fiore, l'odore della terra bagnata di pioggia o arsa dal sole, profumi che un sardo indossa per sempre, che appartengono alle sue cellule e che in questi sa riconoscersi da millenni.

Con questi profumi il mio popolo ha miscelato e creato incantevoli sapori, i sapori di questa terra, di questa gente, i sapori della natura e della sua bellezza.

Bacche e frutti che crescono spontanei nella "macchia mediterranea", ossia quelle piante naturali che ricoprono tutto l'anno la Sardegna, offrono squisiti liquori, oli ed essenze ricercate e apprezzate in molte parti del mondo.       

 

Il Mirto (sa Mutta) cespuglio sempreverde dall'odore inconfondibile, ha sempre guarnito la tavola sarda,  rilasciando il suo aromatizzante profumo  sugli arrosti e i tipici piatti a base di carne. Questa pianta sempreverde, dalle foglie piccole e dai fiori bianchi, produce una bacca nero-violacea, che messa a macerare nell'alcool e zucchero diventa un liquore rinomato per la sua capacità digestiva che si usa consumare a fine pasto. E' difficile descriverne il sapore, selvatico e gradevole,  per apprezzarlo meglio si consiglia sempre di tenerlo nel freezer o accompagnarlo con molto ghiaccio.

 

La Menta, dal tipico profumo... non è difficile accorgersi della sua presenza! Cresce spontanea vicino alle acque e i luoghi molto umidi ed è il simbolo della freschezza. Fa sempre piacere ritrovarsi una piccola foglia di menta fra le mani, mentre si passeggia in campagna. Un tempo si raccoglieva per farne tisane e oggi si coltiva anche per ricavarne la squisita bevanda. In Sardegna si usa anche in cucina: si mette nel ripieno di alcuni tipi di ravioli, dolci o salati, o viene aggiunta a qualche ingrediente per la macerazione. In estate la menta sprigiona il suo fresco profumo, nonostante l'afa e i brevi periodi di pioggia le impediscano di crescere più rigogliosa.

 

Il Ginepro (su Zinnibiri) : Un albero che purtroppo rischiava di scomparire dalla vegetazione sarda (oggi protetto) dal legno assai resistente: è sfruttato nell'edilizia e nell'arredamento anche per la sua bellezza. Produce delle bacche rossastre che si usano per insaporire i bolliti, per esempio, e nella selvaggina si mette a macerare con la vernaccia assieme ad altri aromi. Si produce un gradevole liquore anche da queste bacche, seguendo lo stesso procedimento del mirto.

 

 

 

La fabbrica della natura: il Miele.

 (Foto di Pier Luigi Melis© --->)

 

Cibo sacro! Gustoso e dolcissimo nettare prodotto dal lavoro interminabile delle api, ricco di energia e vitalità, il miele non può mancare sulla tavola sarda. Così antico che alcuni cognomi sardi derivano proprio da questo prodotto, da sempre l'uomo ne ha fatto uso ed ha accompagnato i suoi cibi prelibati. Un tempo ai bambini si dava il miele per calmarli e lenire il dolore dei primi dentini, si curava il mal di gola con quello al corbezzolo e si dolcificavano bevande. Eucaliptus, arancio, millefiori, flora mediterranea, corbezzolo, cardo, ci sono tantissimi fiori che danno gusto diverso al miele ed è impiegato in particolari ricette. In alcune zone del nuorese è consuetudine consumare freddo l'arrosto di maiale avanzato, mettendovi del miele per insaporirlo. Ma il miele in Sardegna si usa soprattutto per insaporire un tipico dolce: la Seadas (assume nome differente a seconda delle zone della Sardegna). Simile a un grande raviolo fatto di una leggera pasta lavorata con lo strutto, questo dolce ripieno di formaggio fresco e aromatizzato con limone o arancio, viene fritto nell'olio d'oliva e servito caldo con il miele sopra: una vera bontà!

 

Il Profumo del bosco, il profumo d'autunno

 

Camminare lungo sentieri, immersi nella fitta selva... in autunno il bosco diventa più cupo ma non per questo meno affascinante: i suoi profumi sanno di umidità, l'aria è più pesante ma in questo irreale ambiente crescono i funghi, immancabile sapore d'autunno nelle tavole sarde. Ve ne sono tantissime varietà, dai più saporiti e rinomati a quelli altamente tossici o mortali, ma fra tutti i funghi il "re" è il Boletus detto comunemente "Porcino nero": dal sapore fine e gradevole, si presta bene servito come antipasto, sott'olio; nei primi accompagna regalmente la salsa di pomodoro sulla pasta o nel risotto, fra i secondi si serve con la carne in umido, ma la delizia per i palati più fini è servirlo da contorno al pesce: una bella orata innaffiata di vernaccia, cotta al forno con i porcini, resta fra i piatti prelibati della Sardegna.

(Foto di Pier Luigi Melis©)

 

Quando si cammina in cerca di funghi si scopre un mondo "sotterraneo" e poco luminoso, ma ricco comunque di vita: la vita delle piante, delle foglie che ricoprono il suolo di colori che variano dal rosso al castano o di quelle che in tante tonalità di verde coprono ancora i rami al cielo e che si riempiono di vistose bacche rosse: l'agrifoglio, il corbezzolo, il cisto o il lentisco... A volte la boscaglia si fa sempre più fitta, può sopraggiungere il panico di non ritrovare il sentiero e capita di perdersi fra i boschi della Sardegna. Capita a chi non è abituato a stare immerso in questo grande verde, a chi, preso da tanta bellezza, non bada al percorso e perde l'orientamento. Un tempo la Sardegna aveva molti più boschi di oggi: purtroppo il disboscamento selvaggio a cui fu sottoposta, soprattutto durante il Regno sardo-piemontese, l'hanno resa vulnerabile e indebolita. Gran parte di questo patrimonio è andato perduto per sempre e ciò che resta è sempre in pericolo...

 

 

...e volano i colori per posarsi un attimo, lungo "per sempre"...

 

 

Seduta, sopra la "stella di natale"  

aspettando...  

Una rondine fa sempre primavera! Arriva ad aprile, stanca dal lungo viaggio, e finalmente si posa. Si scruta intorno, in cerca del compagno ed insieme, presto, arrangeranno il nido, sempre quello ogni anno.  Si trattiene tutta l'estate, il tempo per far crescere i suoi nuovi nati e poi riparte.

La mia rondine è come un emigrato di rientro alla sua terra: porta sempre allegria a chi l'attende tutto l'anno.

Sono tantissimi i sardi nel mondo: emigrati o nati altrove,  figli di emigrati, in cerca di un lavoro che questa bella terra non ha saputo offrire; in cerca di una speranza per sopravvivere. E' difficile star seduti ad aspettare qualcuno che si spera sempre rientri presto. Un mondo di nostalgia ti assale, mentre sei lontano e un mondo di nostalgia resta al posto di chi rimane ad aspettarti. Ancora oggi tante persone aspettano: sanno che fra poco una tavola sarà di nuovo piena di tanta allegria: i ricordi cresceranno.

 

  

 

(Foto di Pier Luigi Melis©)

 

... spiccare il volo, verso altri colori più accoglienti... 

La storia della Sardegna l'hanno fatta coloro che son partiti, coloro che son rimasti e coloro che son arrivati, l'hanno fatta insieme; la Sardegna è un'isola che non ha solo il mare intorno, ma ha tutto il resto del mondo.

 

Il Sogno di Caterina

 

 

 

 

 

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